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Capire5 min di lettura

Impianto o ponte: come scegliere per sostituire un dente?

Quando manca un dente, esistono due grandi opzioni: l'impianto, una radice artificiale in titanio, o il ponte, una protesi che si appoggia sui denti vicini. Entrambi funzionano — ma non invecchiano allo stesso modo.

L'impianto: autonomo e duraturo

L'impianto sostituisce la radice E la corona, senza toccare i denti vicini. Stimola l'osso e ne impedisce il riassorbimento, preservando il viso. La sua durata raggiunge i 15-25 anni, spesso di più. È oggi il riferimento per sostituire un dente isolato.

Il ponte: più rapido, ma a spese dei denti vicini

Il ponte si applica più in fretta e senza chirurgia. Rovescio della medaglia: obbliga a limare i due denti adiacenti, anche sani, per incapsularli. L'osso sotto il dente mancante intanto continua a riassorbirsi nel tempo.

Il vero confronto dei costi

Il ponte sembra meno caro all'acquisto, ma di solito va rifatto ogni 10-15 anni e sacrifica due denti. L'impianto costa di più all'inizio e dura molto più a lungo senza danneggiare il resto — spesso più economico sul lungo periodo.

Quindi, quale scegliere?

Se i denti vicini sono sani, l'impianto è quasi sempre la scelta migliore a lungo termine. Il ponte mantiene il suo interesse quando i denti adiacenti sono già danneggiati e da incapsulare comunque. Solo un esame con scanner decide il tuo caso preciso.

Per un dente isolato circondato da denti sani, l'impianto vince quasi sempre sul lungo periodo. Un preventivo con scanner 3D confermerà l'opzione migliore per te.

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